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Aline d’Auria dialoga con le foto di Donetta: dal 24.10 alla Casa Rotonda

Al centro della mostra che si inaugura sabato 24 ottobre alle ore 17 alla Casa Rotonda di Corzoneso c’è un dialogo tra due personalità e due epoche molto diverse tra loro, eppure estremamente vicine per certi aspetti. Da una parte c’è Roberto Donetta, figura centrale e nel contempo eccentrica della fotografia della regione alpina d’inizio Novecento; dall’altra c’è la fotografa e videasta ticinese Aline d’Auria, nata mezzo secolo dopo la scomparsa del pioniere bleniese, animata dalla passione per gli archivi di famiglia e dall’interesse per la memoria personale e collettiva come fonte per conoscere meglio il passato e confrontarsi con il presente. In «Mai più, tra poco, spesso, un tempo», Aline d’Auria propone dapprima una serie di immagini di Donetta da lei selezionate: volti e corpi di donne in posa davanti all’obiettivo del fotografo. Un modo per evidenziare una situazione che fino a poco tempo fa costituiva quasi sempre la norma: l’uomo che da dietro l’apparecchio inquadra una figura femminile.
 
Aline d’Auria non si limita però a confrontarsi con l’opera e l’universo di Roberto Donetta ma – come già fatto in una recente mostra nella Svizzera tedesca – prende spunto dalle annotazioni contenute nel diario della propria bisnonna (vissuta in Engadina a cavallo tra Ottocento e Novecento) per sviluppare un discorso originale sulle capacità divinatorie legate al mondo femminile e a quello floreale. Come una sibilla contemporanea che volesse invitare chi visita la mostra a sfogliare metaforicamente la classica margherita per scoprire il proprio avvenire, l’artista presenta, tra le altre, l’immagine di grande formato di un prato fiorito da ammirare in tutti i suoi dettagli. Come ha scritto lo storico dell’arte e curatore Gregory Tiani, i lavori di d’Auria «diventano testimoni sibillini di una temporalità stratificata: eterni ma in costante mutamento, offrono infinite possibilità di proiezione; come specchi silenziosi, riflettono l’identità, i desideri e le preoccupazioni di chi li osserva». Infine un ulteriore dialogo passa attraverso le parole: quelle del quaderno dove la bisnonna dell’artista copiava testi di carattere divinatorio (come quello che dà il titolo alla mostra), esposto al suo fianco, quelle del registro dove Roberto Donetta annotava fatti quotidiani e copiava brani di articoli delle riviste che gli capitavano sottomano.
 
Nata a Lugano, Aline d’Auria vive ad Arzo e lavora a Chiasso. Dopo aver conseguito i primi diplomi presso l’Epcole d’Arts Visuels di Vevey e la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, ha ottenuto una laurea in Design, con specializzazione in video, presso la Haute Ecole d’Arts et Design di Ginevra. Dal 2009 fa parte dell’associazione svizzera per la fotografia contemporanea «near». A partire dal 2005 ha partecipato a numerose mostre collettive e dal 2019 è stata protagonista di diverse esposizioni personali in Ticino e nel resto della Svizzera. È stata inoltre ricompensata a diverse riprese da Pro Helvetia e nel 2022 ha ottenuto una borsa per l’aiuto alla produzione dal Canton Ticino.
 
«Mai più, tra poco, spesso, un tempo», Corzoneso, Casa Rotonda, dal 24 ottobre 2026 al 23 maggio 2027. Chiusura invernale dal 13 dicembre 2026 al 12 marzo 2027. Aperto sabato e domenica dalle 14 alle 17 tranne il 27 e 28 marzo.
 
 
NELLA FOTO: Aline d’Auria, Senza titolo #1 dalla serie «Never, Soon, Often, Someday» 2025.