Generic selectors
Solo le parole esatte
Ricerca nel titolo
Ricerca nel contenuto

«In riga! Le milizie napoleoniche nei primi decenni del Novecento nelle fotografie di Roberto Donetta»

Antonio Mariotti, Presentazione della mostra

«IN RIGA!» LE MILIZIE NAPOLEONICHE BLENIESI DAVANTI ALL’OBIETTIVO DI ROBERTO DONETTA.

Chi vedesse per la prima volta le immagini scattate da Roberto Donetta alle Milizie napoleoniche della valle di Blenio, senza conoscere la storia di questa eccezionale tradizione, potrebbe in un primo momento sentirsi vittima di un raggiro, oppure credere per un attimo di trovarsi di fronte all’autentico, quanto misconosciuto, inventore della Fotografia. Nel primo caso, il nostro ignaro osservatore potrebbe pensare di avere sotto gli occhi una serie di scenette «carnevalesche» di cui sono protagonisti individui che si dilettano a mascherarsi da soldati d’epoca napoleonica un centinaio d’anni dopo la la terribile battaglia della Beresina, sfilando addirittura per le strade tra due ali di folla plaudente. Nel secondo caso, invece, il nostro fantasioso appassionato di vecchi documenti, potrebbe prendere i miliziani bleniesi d’inizio Novecento per i loro avi che partirono per davvero per la Russia e questa erronea deduzione riporterebbe indietro le lancette dell’invenzione della fotografia di quasi tre quarti di secolo. Ma le Milizie napoleoniche esistevano all’epoca di Donetta ed esistono tuttora (e nel 2012 festeggiano i duecento anni), il che vanifica le ipotesi appena azzardate, senza che ciò nulla tolga al valore storico di queste preziose immagini.

Al contrario, per la Fondazione Roberto Donetta questa mostra riveste una grande importanza, proprio perché per la prima volta (grazie alla proficua collaborazione con lo studio grafico CCRZ) le immagini del fotografo bleniese sono trattate alla stregua di documenti storici unici, ma sui quali il passare del tempo non ha mancato di depositare (come su tutto e tutti) uno strato di scorie, depositi e macchie, cancellando qua e là alcuni frammenti di memoria. Ritrovare queste foto esposte nel formato originale delle lastre che ne costituiscono i negativi, inquadrate da cornici rudimentali che richiamano i torchietti che Donetta di certo utilizzava per stampare le copie a contatto che poi cercava di vendere ai suoi soggetti, rappresenta un salto all’indietro nel tempo non certo gratuito né tantomeno improvvisato. D’altra parte, ritrovare alcune figure di miliziani a grandezza naturale che «fanno la guardia» nelle stradine di Casserio o nei punti strategici di Corzoneso ci riporta alla loro presenza bicentenaria eppure effimera (vestono le uniformi solo in occasioni ben precise, di regola una volta l’anno) che nelle foto di Donetta ha però trovato una dimensione che si potrebbe definire eterna e, per certi versi, miracolosa, al pari del «miracolo» che ha fatto sì che le oltre 5000 lastre impressionate dal fotografo giungessero fino a noi.

Il nucleo di immagini di miliziani presenti nell’Archivio Donetta non è molto più numeroso delle foto in mostra (una trentina di lastre in tutto), ma al suo interno figurano diversi modelli ricorrenti nell’ambito del lavoro ritrattistico del fotografo bleniese. Donetta punta ovviamente in primo luogo sui gruppi in posa in formazione più o meno militaresca che inglobano però spesso anche diversi civili, sia mischiati ai miliziani sia sullo sfondo o ai lati, segno che alla festa partecipava tutta la popolazione del villaggio. Di particolare interesse, la lastra n. 3749 che presenta la Milizia di Ponto Valentino schierata sui due lati della strada che attraversa il paese: una disposizione che dimostra come Donetta non fosse per nulla a digiuno delle leggi della prospettiva. Oltre ad alcune foto di sfilate che non è chiaramente in grado di «controllare» fino in fondo, ma che ci ricordano i numerosi scatti relativi a processioni religiose e a funerali presenti nel suo archivio; l’altro grande capitolo delle immagini di Donetta relative ai miliziani riguarda i ritratti singoli o con poche persone presenti nell’inquadratura. Come nel resto della sua produzione di questo tipo, il fotografo fa soprattutto uso di fondali naturali che chiudono lo sfondo (portoni, muri, cespugli, giardini, tronchi), in questo caso sono assenti i fondali artificiali (lenzuoli, coperte), mentre è piuttosto raro il balcone dove sono in posa in un “doppio scatto” (due foto sulla stessa lastra, la n. 3733, stratagemma che permetteva di risparmiare un po’ di soldi) il miliziano Maurizio Genni di Ponto Valentino e un anonimo commilitone. Da notare infine, un altro classico intervento donettiano, ovvero il tentativo di isolare il soggetto dallo sfondo, quando esso risulta troppo «movimentato» e può creare confusione, grazie all’uso di fini pennellate di colore uniforme. È quanto si può verificare nella stampa della lastra n. 3748 che, simbolicamente, unisce realtà storica e spirito creativo. Due aspetti quasi inscindibili quando si ha a che fare con l’opera di Roberto Donetta.

Antonio Mariotti

COLOPHON «IN RIGA!» LE MILIZIE NAPOLEONICHE BLENIESI DAVANTI ALL’OBIETTIVO DI ROBERTO DONETTA

Cortoneso-Casserio, Casa Rotonda, Archivio Fotografico Roberto Donetta. Dal 12 maggio al 19 agosto 2012 (fino al 17 giugno: sa-do e festivi: ore 14-17, dal 23 giugno: da giovedì a domenica e festivi: ore 14 -17).

Inaugurazione: sabato 23 giugno ore 16.00 con interventi di Raffaello Ceschi e di Don Valerio Lazzari.

Alcune immagini di grandi dimensioni sono esposte negli abitati di Corzoneso e di Casserio. 

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: