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Un antieroe più forte della morte

È il protagonista del film «Still Life» proposto dalla Fondazione Archivio Roberto Donetta il 27 marzo al Cinema Teatro Blenio con un’introduzione del dott. Graziano Martignoni.

La mostra «Fiori e ombre», in corso fino al 28 aprile alla Casa Rotonda di Corzoneso, intende esplorare un aspetto tra i meno conosciuti dell’opera di Roberto Donetta: le sue fotografie di persone defunte. Immagini che la curatrice Anna Lisa Galizia ha accostato a quelle dei vivi che – come i loro simili «passati a miglior vita» – il fotografo bleniese ha voluto ritrarre con mazzolini di fiori in mano o in mezzo a un prato fiorito. Al centro di questa riflessione c’è il nostro rapporto con la morte che è profondamente mutato dai tempi di Donetta, così com’è cambiata la società in cui viviamo. Per sviluppare questo tema, la Fondazione Archivio Donetta, in collaborazione con il Cinema Teatro Blenio, organizza per mercoledì 27 marzo alle ore 20.30 la proiezione del film «Still Life» di Uberto Pasolini (2013) con un’introduzione del dott. Graziano Martignoni (psichiatra e psicoanalista).

Protagonista del film è John May (interpretato magistralmente da Eddie Marsan), impiegato comunale della periferia londinese incaricato di ritrovare i parenti o gli amici delle persone – sempre più numerose – che muoiono in assoluta solitudine. John non ottiene grandi risultati, le persone più vicine ai defunti non ne vogliono più sapere nulla di loro, ma considera il suo lavoro come una missione. Così, quando il nuovo capufficio gli annuncia il suo imminente licenziamento, il metodico funzionario punterà tutto sull’ultimo caso di cui si sta occupando. Una vicenda che gli aprirà nuove prospettive e lo farà, almeno in parte, uscire dal completo isolamento esistenziale di cui lui stesso è vittima.

«Still Life» è un film da gustare fino all’ultima immagine, dominato dalla presenza di un antieroe al quale è impossibile non affezionarsi. Ma è anche una riflessione sottile e intelligente sul tema della  morte e sul valore della fotografia come testimonianza insostituibile della vita umana.

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